Nell’ultimo periodo si  è sentito sempre più parlare di MIFID e MIFID II senza che si spiegasse realmente di cosa si tratta e delle implicazioni che questo decreto ha sulla gente comune e sull’aspetto consulenziale. Ecco quindi le tre domande che dovresti fare al tuo consulente finanziario prima di rivolgerti a lui… e anche le risposte!

Sei indipendente?

La prima domanda che dovete porre al vostro potenziale consulente finanziario è proprio mirata a comprendere se sia indipendente o meno, cioè se appartiene ad una società di consulenti finanziari oppure se fa parte di una rete o di promotori bancari. Non abbiate timore di chiedere le credenziali di riferimento: ciascuno è fiero di poter illustrare al cliente il proprio percorso formativo nonché le esperienze maturale. Per altro, senza che facciate questa domanda, potrete capire da alcuni cenni auto-evidenti se si tratta di un consulente indipendente o meno come ad esempio la tipologia, il numero e la qualità dei prodotti, dei servizi e strumenti di supporto.

Inoltre, è opportuno mettere in luce un aspetto, a mio parere, di primaria importanza: anche un consulente che non è indipendente può fornire un’ottima attività consulenziale, ma questa sarà sempre legata ad un ente “più alto” erogatore. Al tempo stesso essere un consulente indipendente non è per forza sinonimo di servizio di qualità ma solo di autonomia di giudizio rispetto altre società.

Perché questo strumento finanziario?

Non devi preoccuparti di chiedere al tuo consulente finanziario perché ti suggerisce un determinato investimento o uno strumento finanziario: la comprensione e la fiducia si basa infatti anche su questo genere di delucidazioni. Inoltre, qualora tu non sia soddisfatto della risposta, sollecitalo con approfondimenti e questioni più specifiche, come:

  • Che effetto ha questa proposta sul mio portafoglio complessivo?
  • Copre in qualche modo il rischio implicato nell’operazione?
  • In quale proporzione migliora le performance dei miei guadagni?

Parla anche apertamente di costi: il consulente finanziario sarà lieto di rispondere a questa domanda, dando informazioni approfondite circa i costi dell’operazione suggerita e soprattutto sui rischi implicati. Dal punto di vista del cliente potrebbe essere utile anche ricevere un piccolo prospect del progetto che il professionista ha preparato in vista dell’incontro: questo permetterà non solo di guadagnare la sua fiducia, ma anche di lasciargli un promemoria delle attività proposte.

In cosa si concretizza la consulenza?

La consulenza finanziaria si concretizza sempre in una serie di attività che possono essere monitorate e soprattutto valutate sia dal professionista che dal cliente stesso che deve, in qualsiasi momento, poter chiedere lo stato di lavoro. Partite sempre dal presupposto che ad un servizio corrisponde una cifra che dovrà essere corrisposta al consulente: per questo è fondamentale che siate soddisfatti e allineati con gli intenti della persona con la quale vi confrontate. Parlate, discutete, cercate di trovare un comune punto di incontro e soprattutto fategli capire quali sono le tue reali esigenze.


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