Il bilancio preventivo è un documento imprescindibile per ogni impresa, atto a chiarificare obiettivi e modalità di raggiungimento.

Chi, per la prima volta, si trova a confronto con la gestione di un’impresa, si tratti di una piccola azienda di portata familiare, o di un negozio, dovrà fare i conti con una serie di voci e definizioni cui probabilmente non aveva mai pensato. Purtroppo sbaglia chi pensa che nella gestione – per esempio – di un bar, contino solo costi e ricavi o la capacità di dare un servizio al cliente.

Che cos’è il bilancio preventivo

Il bilancio preventivo è sostanzialmente tutto quello che si ipotizza sarà il volume d’affari di un’azienda: i presunti ricavi e le spese già messe in conto come i leasing o i finanziamenti, gli affitti, il personale ecc…

Il bilancio preventivo si appoggia su quello è stato il bilancio dell’anno precedente. Nel caso di aziende che si trovano ad affrontare l’avvio di un’attività, il bilancio preventivo, nonostante manchi uno storico pregresso, è ancora più importante. Per queste realtà, rivolgersi a un professionista che sappia valutare i potenziali ricavi ma anche eventuali anelli deboli del business, è d’obbligo. In quanto, il bilancio preventivo è uno strumento di importanza capitale nella fase di start up di un’azienda, indipendentemente dal suo volume d’affari.

Il bilancio preventivo di cassa

Il bilancio preventivo di cassa tiene conto di tutte le entrate che sono già state inserite nel conto economico dell’azienda e delle spese che riguardano il periodo preso in esame. Se parliamo di un anno solare, all’interno del bilancio preventivo di cassa, devono essere inseriti tutti quelli che sono i costi certi (affitto, leasing, forniture, personale) e quelle che possono essere programmate come entrate di fatto da parte di clienti acquisiti.

Il tutto senza ipotizzare uno sviluppo dell’azienda o una crisi di liquidità. Infatti, nell’eventualità in cui dovessero sussistere delle situazioni di crediti insoluti, sarebbe necessario ricorrere a un bilancio di carattere urgente per fare fronte alle nuove dinamiche del business o alle emergenze.

Il bilancio preventivo di competenza

Il bilancio preventivo di competenza cerca, in misura quanto più rigida e concreta possibile, di ipotizzare quelle che sono le entrate che si andranno a riscuotere, e quelle che sono le spese, che ci si impegna a sostenere. Il bilancio di competenza, è uno strumento molto più elastico rispetto al bilancio di cassa e, tiene conto non solo della liquidità dell’azienda, ma anche della disponibilità degli imprenditori a capo del business, di mettere mano al portafogli se le spese dovessero risultare eccessive o se gli introiti non venissero onorati.

Il preventivo non è solo un esercizio mentale che poggia su dati sterili o sull’ottimismo: prima o poi soci, creditori, banche o Agenzia delle Entrate potrebbero chiedere conto di quelle che sono state le previsioni d’esercizio dell’azienda e occorre essere preparati e informati.

Molti ormai definiscono qualsiasi bilancio di previsione con un termine inglese, budget… è corretto ma fino a un certo punto. Il budget tiene conto soprattutto della propria capacità di alimentare il business sulla base dei capitali che si mettono a bilancio, indipendentemente dalle entrate. Più l’azienda è grande più il budget viene diviso tra aree e settori. In un’azienda medio piccola, nella quale le voci sono poche e, i soldi che entrano sono sempre più di quelli che possono essere investiti; il bilancio preventivo di competenza può diventare uno strumento fondamentale.

Alessandro Bergami è da sempre il braccio destro di uomini d’impresa: la sua lungimiranza vi permetterà di redigere bilanci preventivi accurati tendendo conto di tutti i comparti produttivi e di eventuali criticità.


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