L’Imposta Municipale Unica (IMU), nel 2011, seppur caratterizzata da alcune differenze, ha sostituito l’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI). La prima, nel sistema tributario Italiano si classifica tra le imposte dirette, in quanto si applica alla componente immobiliare del patrimonio del soggetto passivo.

IMU definizione

L’imposta municipale unica si colloca, oltre che tra le imposte dirette, anche tra le imposte municipali. Affinchè possa essere calcolata è necessario che il soggetto passivo – ovvero il contribuente – soddisfi il presupposto di imposta. Quest’ultimo deve quindi possedere terreni o edifici, indifferentemente dall’uso che se ne faccia, per esempio abitativo o commerciale. In generale, per calcolare tale imposta è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali.

Per iniziare, la base imponibile, ovvero il montante sul quale l’importo da pagare sarà calcolato, si identifica tramite il valore catastale di un immobile. Come si calcola tale valore? a partire dalla rendita catastale, a seconda della categoria di appartenenza dell’immobile – A, B, C, D, E – si effettuerà un rivalutazione:

  • al 5% per le categorie A, C, D, E,
  • al 40% per la categoria B.

Il secondo passo sarà, a questo punto, determinare il coefficiente da applicare. E’ bene notare che, il coefficiente o, meglio, aliquota, da applicare al montante determinato al punto precedente varierà a seconda del comune di appartenenza dell’immobile, il luogo in cui l’immobile è situato. Ogni comune ha competenze nel fissare tali coefficienti, partendo da un coefficiente minimo determinato dalla legge.

All’importo finale, ricorda, potranno essere applicate eventuali aliquote ridotte o detrazioni, a seconda del caso.

IMU seconda casa

Nonostante l’imposta municipale unica si applichi sull’intera componente immobiliare, risulta importante sottolineare che tale imposta non tiene in considerazione la prima casa, il luogo in cui il contribuente detiene la residenza ed abita con il proprio nucleo familiare.

Per quanto riguarda la categoria A, al suo interno si possono identificare le abitazioni che corrispondo alla “seconda casa” ovvero le abitazioni che non possono beneficiare delle agevolazioni ed esenzioni applicate alla “prima casa”.

Come si calcola, dunque, l’IMU sulla seconda casa? Per prima cosa è importante reperire presso l’Agenzia del Territorio o nell’ultima dichiarazione dei redditi l’importo della rendita catastale non rivalutata. Inoltre, è importante verificare se sono presenti pertinenze in quanto, anche queste, devono essere considerate nel calcolo dell’imposta. Esempio di pertinenza è il garage.

In seguito, l’aliquota di base da applicare è il 7,6 per mille, o differente – fino ad un massimo in aumento o in diminuzione del 3 per mille – secondo quando definito tramite delibere municipali, consultabili anche online sul sito ufficiale della propria amministrazione. L’importo finale dovuto dovrà essere arrotondato al centesimo di euro per difetto o per eccesso.

L’imposta municipale unica potrebbe essere facilmente calcolata tramite degli strumenti online, però si consiglia sempre il supporto di un esperto per accertarsi sull’esattezza del calcolo. Il versamento dell’imposta, insieme alle altre imposte, ad esempio la TASI, dovrà essere effettuato tramite il modello unico F24. Il 18 giugno 2018 è il termine ultimo per il versamento dell’acconto.


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