Chi si fosse interessato di politica economica nell’ultimo decennio avrà certamente sentito più volte parlare di pareggio di bilancio, concetto alla base di un accesissimo dibattito pubblico in particolar modo riguardo allo sviluppo economico dei paesi del mercato unico europeo.

Per definizione, con pareggio di bilancio si intende una condizione, propria della contabilità di un attore economico, per la quale nel corso di un anno le entrate riscosse e le uscite subite dal soggetto in questione si attestino in linea di massima su valori uguali.

Secondo i suoi sostenitori, questo principio permetterebbe al soggetto economico di evitare l’indebitamento, ovviamente anche quando questo potrebbe essere utile o avere effetti positivi, e di non doversi affidare alla monetizzazione di beni o investimenti finanziari. In questo modo, sul lungo periodo, il soggetto economico acquisirebbe stabilità e solidità finanziaria.

Il pareggio di bilancio, inteso in questi termini è stato nel corso degli ultimi anni aggiunto come principio costituzionale all’interno dell’ordinamento di vari stati, europei e non. Oltre ovviamente alla costituzione italiana, contengono previsioni di pareggio di bilancio anche le costituzioni di Germania, Stati Uniti, Svizzera, Hong Kong. I paesi europei, in seguito a lunghe e complesse trattative di vertice, hanno acconsentito alle richieste tedesche di inserire il pareggio di bilancio tra i principi di fondo del mercato comune, impostando la strada per far sì che nel più breve tempo possibile ogni paese membro dell’Unione Europea si doti al più presto di questo principio nella propria costituzione nazionale.

Questa decisione, maturata a seguito della grave crisi economica iniziata nel 2008 e del più volte ventilato fallimento finanziario di alcuni stati membri dell’Unione, è stata aspramente criticata e contestata da più parti.

Molti economisti hanno sottolineato l’inefficacia della ricerca del pareggio di bilancio come antidoto all’incertezza dei mercati e all’instabilità finanziaria dei paesi meno solidi, descrivendo le politiche pubbliche di austerità finanziaria come misure estremamente costose sotto il profilo economico-sociale. Allo stesso tempo l’inserimento del pareggio di bilancio in costituzione, quantomeno in Italia, ha provocato varie e diffuse forme di protesta all’interno di molti strati della società, con diversi scioperi dei lavoratori e dichiarazioni pubbliche spesso piuttosto animate contrarie a questa misura.

Pareggio di bilancio spiegazione

Il pareggio di bilancio tuttavia non è un concetto che riguarda solo ed esclusivamente le politiche economiche pubbliche, che si intendano in ambito statale o sovra-statale. Infatti il pareggio di bilancio è una categoria innanzitutto derivante dall’ambito della contabilità, e quindi applicabile a qualunque soggetto economico privato o pubblico che sia.

In termini generali, tanto in un soggetto economico pubblico quanto in uno privato, seguire il principio del pareggio di bilancio significa avere un’attenzione particolare alla contabilità aziendale, che non lasci spazio all’improvvisazione e alle decisioni avventate.

Dovendo cercare continuamente di mantenere le spese vive a un livello che non superi in nessun caso l’ammontare complessivo delle entrate, chi amministra il capitale lo farà in maniera sicuramente più oculata, rischiando però di mancare occasioni d’investimento determinante da un particolare contesto e trovandosi finanziariamente con le mani legate anche quando qualche spesa imprevista richieda un intervento eccezionale.

Categorie: Finanza

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