L’economicità è un concetto fondamentale per la sopravvivenza di qualsiasi azienda. Una gestione che miri all’economicità genera equilibrio finanziario.

Analizziamo ora il significato di economicità. E poi cerchiamo di capire cosa intendiamo quando parliamo di equilibrio finanziario che può essere raggiunto solo facendo attenzione a una molteplicità di aspetti inerenti la gestione e l’operatività.

Economicità cos’è

L’economicità è l’aspetto primario di un’azienda. Consiste nel produrre lavoro affinchè i risultati di tale attività siano superiori agli investimenti fatti per ottenerli. Conseguenza dell’economicità sono la durabilità e l’autonomia. L’economicità è sempre seguita dalla redditività.

L’economicità caratterizza le unità produttrici, che possono essere aziende o non aziende. A loro volta le aziende possono essere:

  • Di produzione per l’erogazione. Si tratta di realtà il cui lavoro è rivolto a produrre beni e servizi per soddisfare uno o più bisogni. In questo caso l’economicità si misura valutando la qualità delle risorse spese.
  • Di produzione per lo scambio di mercato. Si valuta la domanda del mercato e in base a questa si producono beni e servizi.

Le variabili attraverso le quali si misura l’economicità in entrambi i casi sono: il valore di consumo e il valore di scambio. Tanto maggiore sarà l’economicità, quanto più grande risulterà il valore di scambio. Lo scambio di mercato è una componente che si studia in particolare in economia aziendale. I risultati raggiunti dall’economia aziendale sono poi utilizzati per comprendere le migliori tipologie di governo. Tutto ciò è conseguenza del ruolo che le aziende hanno nell’elaborazione di sistemi di produttività sempre nuovi che vanno a beneficio della collettività.

Equilibrio finanziario

Parliamo di equilibrio finanziario quando il flusso delle uscite non è superiore a quello delle entrate, all’interno della gestione di un’azienda. Chiaramente, parlando di equilibrio intendiamo un equilibrio dinamico, poiché i flussi monetari all’interno di un’azienda variano costantemente nel tempo. Bisognerà quindi, sì controllare le entrate e le uscite, ma anche le loro tempistiche.

Infatti può capitare che in un determinato periodo entrate e uscite differiscano. Si ricorre ai prestiti, ovvero a finanziamenti esterni, se in un determinato periodo le uscite superano le entrate. Viceversa, assisteremo ad un eccesso di liquidità. Una volta che verrà ripristinato l’equilibrio bisognerà accertarsi che l’onerosità del credito pendente, non infici sull’equilibrio economico dell’azienda tra costi e ricavi. Può capitare in questi casi, infatti, che i limiti temporali di pagamento non siano compatibili con le possibilità finanziarie dell’impresa; ciò porterà o ad allungare tali tempi, oppure ad abbreviare le tempistiche relative agli incassi. Il tutto sempre monitorando le ripercussioni sull’equilibrio economico generale.

Paradossalmente l’equilibrio gestionale può essere intaccato anche da un eccesso di liquidità, nel momento in cui questo supera i limiti relativi alla capacità di far fronte a improvvise necessità di cassa.


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