Complice la crisi economica e finanziaria che ha stretto i mercati globali a partire dal 2008, nell’ultimo decennio si è potuto assistere a una sensibile compressione del mercato del credito, che ha visto aumentare i casi di finanziamento respinto.

Credit crunch: significato

Proprio in questi anni le banche hanno fortemente ridotto la concessione di prestiti ai privati, richiedendo garanzie più stringenti e riservandosi sempre più spesso la facoltà di rifiutare l’emissione di crediti, sia per il consumo che per l’investimento. Questa condizione è definita in inglese “credit crunch”, ossia stretta del credito. Si tratta giustappunto di un momento di bassa fiducia nelle capacità di solvibilità di un certo soggetto che richiede capitali in prestito. Questa condizione ha iniziato a subire un’inversione di tendenza solo negli ultimi anni, e ha portato da una parte a una complessiva riduzione del mercato dei finanziamenti, dall’altra a una sempre maggiore difficoltà per chi cercasse di accedere al credito di vedere accolta la propria richiesta.

I soggetti adibiti alla concessione di finanziamenti sono principalmente istituti bancari e società di intermediazione finanziaria, che sono in ogni caso società private e persone giuridiche, libere quindi di decidere come e a chi fornire del denaro in prestito.

Finanziamento negato: perchè

A molti sarà capitato di non riuscire a ottenere il finanziamento tanto sperato, che fosse utile all’acquisto di una nuova abitazione o rivolto all’investimento in nuovi macchinari per la propria azienda. Le ragioni del rifiuto di un finanziamento possono essere ovviamente molteplici e dipendere da un’innumerevole quantità di fattori diversi.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono effettivamente le principali cause del rifiuto, da parte di un istituto di credito, nella concessione di un finanziamento.

Il primo requisito in ordine di importanza necessario al buon ricevimento di una richiesta di finanziamento è la stabilità del proprio percorso lavorativo. Avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o stipulato con una pubblica amministrazione è sicuramente una garanzia rispetto al mantenimento nel corso del tempo di una situazione economica equilibrata e capace di far fronte alle spese del finanziamento.

La seconda causa di rifiuto di credito più diffusa è la condizione di scarsità di reddito o risorse patrimoniali, prime garanzie di certezza economica e utili strumenti nella valutazione del profilo di solvibilità di chi richieda un finanziamento. Nonostante per alcune forme di finanziamento non siano richieste particolari proprietà a garanzia del pagamento del debito riscosso, la condizione patrimoniale del soggetto che richieda un finanziamento è sempre monitorata attentamente dalla banca di riferimento.

Ovviamente l’avere alcune proprietà a salvaguardia della solvibilità di un debito rende il soggetto richiedente molto più affidabile per la banca creditrice.

La terza e ultima caratteristica del richiedente che rende difficoltoso l’accoglimento di un credito è l’iscrizione alla lista dei cattivi pagatori. Una volta che un privato si trovi nella condizione di non poter restituire per intero una somma avuta in prestito, o nel caso in cui ritardi il pagamento di una delle rate del finanziamento, soprattutto se la situazione è reiterata più volte, il debitore viene inserito in una lista detta dei “cattivi pagatori”. Questo documento rende consapevoli gli istituti di credito della storia creditizia di tutti coloro che abbiano attraversato situazioni di insolvenza.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *