In questi ultimi anni, con il crescente indebitamento del Paese, e di molte delle nostre banche, si è riscontrato come sia diventato sempre più difficile ottenere un finanziamento.

Nel caso delle imprese, sono possibili due tipi di finanziamento: a breve termine e a lungo termine. Va da sè, che la prima tipologia risponde ad esigenze immediate di liquidità, mentre nel secondo caso, si ha accesso a quote più ingenti.

Per accedere al credito ogni impresa deve essere provvista della documentazione necessaria che comprende: business plan, preventivi, bilancio…insomma, tutti quei dati che possono fornire all’istituto di credito un grado organico sulla salute dell’impresa.

Le garanzie richieste alle aziende sono spesso significative, tuttavia la Legge italiana prevede l’accesso ad un Fondo di Garanzia per le PMI, e si erge dunque a garante per le realtà prive di garanzie. Il 99% delle aziende che hanno richiesto un finanziamento, con questa copertura, è infatti riuscita ad ottenerlo.

Tre motivi che portano alla bocciatura di un richiesta di finanziamento

Nella maggior parte dei casi, solo le aziende migliori, quelle più sane economicamente o con il prodotto più commercializzabile, hanno accesso ai finanziamenti.

Le ragioni che comportano la bocciatura di una richiesta, dopo una breve istruttoria sono semplici:

  1. Crisi di liquidità, l’azienda non riesce a riossigenare il proprio conto economico perché fatica a incassare le sue fatture. Nel frattempo la produzione non si ferma, i costi continuano ad alimentarsi, e inversamente, la liquidità diminuisce. Gli istituti di credito, difficilmente andranno incontro a un’azienda, che necessita di fondi per mantenere attiva la produzione.
  1. Crisi commerciale: questo è il caso, per esempio, di aziende che hanno investito liquidità in un solo prodotto che, non ha incontrato i favori del mercato. Il che significa dover cambiare completamente strategie: investire sul marketing, sulla pubblicità e avere un’idea eccellente in tempi brevi. Le banche difficilmente accorderanno un prestito a un’azienda che ha difficoltà nel comprendere le esigenze di mercato.
  1. Crisi finanziaria: un caso pratico riguarda aziende che hanno operato investimenti interni, indebitandosi, magari per acquisire nuovi spazi, nuove tecnologie e cercare spazio sul mercato. Una crisi di questo genere potrebbe essere causata da spese azzardate, a cui non conseguono introiti tali da onorare i leasing o pagare tutti i fornitori. In pratica la banca dovrebbe concedere soldi a un conto che presenta una voragine che, sulla spinta della crescita, difficilmente, diminuirà.

Sono tre fattori semplici, chiari, persino elementari: ma sono anche i più frequenti. Non è vero che oggi le banche non concedono più prestiti o leasing: le linee di finanziamento ci sono e non sono solo quelle bancarie. Ci sono anche i prestiti delle istituzioni per le aziende che rispondono a determinate caratteristiche.

Ma se non sei un’azienda sana, con le idee chiare, un buon prodotto e senza debiti, difficilmente ci sarà chi deciderà di concederti credito, ovvero prestiti non performanti (anche se in italiano si usa l’espressione “crediti deteriorati”). Un argomento di cui si discute da diverso tempo, che sembra apparentemente molto tecnico, ma che sta pian piano svelando la sua importanza per la ripresa del sistema economico del nostro paese e non solo.

Negli ultimi anni questa regola è stata sempre più ferrea e in futuro si prospettano canoni ancora più restrittivi.

Tre conseguenze per cui i finanziamenti saranno assegnati solo alle migliori aziende

Il concedere finanziamenti a chi effettivamente abbia dei requisiti aziendali che rientrano in degli standard elevati, porterà a tre problematiche sostanziali, che vedranno sempre più penalizzate le piccole aziende.

  1. Con la voglia di continuare una politica espansiva ci sarà sicuramente meno liquidità in circolazione e, conseguentemente, finirà, prima o poi il sostegno anomalo dell’economia di questi anni, a regia Draghi.
  1. “Le banche danno i soldi a chi non ne ha bisogno”. Basti pensare che, il credito delle aste TLTROs è andato, prevalentemente, alle imprese con rating migliore. Poche possibilità per aziende in crescita.
  1. Unitamente alle pressioni della Banca Centrale Europea sui NPLs (non performing loans), questa tendenza spingerà le banche a finanziare maggiormente le imprese a minor rischio. Nessuna possibilità di accesso per aziende con anche minimi mancanze economiche.

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