Nelle azioni di acquisto e vendita degli immobili l’imposta di registro assume un ruolo molto importante, in quanto conferisce trasparenza e chiarezza.

Analizziamo ora cos’è l’imposta di registro e perché è tanto importante ai fini giuridici proprio in virtù della trasparenza e chiarezza che trasmette alle operazioni fiscali. E poi cerchiamo di comprendere il ruolo che può avere nell’acquisto e vendita soprattutto degli immobili.

Imposta di registro cosa è

L’imposta di registro è nata per far sì che qualsiasi azione fiscale inerente ad acquisto e vendita, in particolar modo di immobili, venisse annotata e trascritta in un apposito registro, chiamato registro pubblico. E tutto ciò per far sì che di tali azioni non venisse modificato nulla, comprese le date e i contenuti. Il luogo nel quale è depositato tale registro è l’agenzia delle entrate. L’imposta è quindi un contributo che pende su tali trascrizioni e annotazioni. Un contributo economico che, per le suddette ragioni, è stato voluto dai cittadini

L’imposta di registro rientra in quell’insieme di imposte che tecnicamente, vengono definite imposte indirette, e alle quali appartiene anche l’Iva. Ma è bene ricordarlo c’è differenza tra l’imposta di registro e l’Iva. La prima infatti è considerata alternativa alla seconda, e quindi quando è presente l’una di solito non può essere presente l’altra.

Come viene calcolata l’imposta di registro? Per calcolare l’imposta di registro è fondamentale il valore dell’atto, costituito per lo più dagli importi che sono presenti in esso. La legge poi stabilisce in percentuale l’aliquota relativa a tali importi.

La base imponibile può essere ricavata in base alla rendita catastale rivalutata, e può essere richiesta dall’acquirente, ma solo per gli oggetti immobili ad uso abitativo.

Imposta di registro e immobili

Come detto, l’imposta di registro può essere considerata alternativa all’Iva. A norma di legge, ciò che determina tale alternatività è l’articolo 40 sull’imposta di registro. Per il quale tutti gli acquisti e le vendite nelle quali è applicata l’Iva, devono avere un’imposta di registro in misura fissa.

Ma quali sono le azioni che invece sono esenti da Iva? Ad esempio l’acquisto di un immobile. E’ un caso nel quale l’imposta di registro è calcolata al 9%, e si andrà ad aggiungere alle imposte ipotecarie e catastali fisse.

Vi sono però casi di acquisto immobili in cui l’Iva deve essere pagata. In questi casi l’acquirente dovrà pagare sia l’imposta sul valore aggiunto sia l’imposta di registro fissa che è di 200 euro

Vediamo quindi quali sono questi casi, nei quali si applica l’Iva:

    • Quando imprese costruttrici effettuano cessioni ad esempio; quando vengono ricostruiti fabbricati dopo 5 anni. Il tutto però sempre a discrezione del venditore, il quale sarà solo lui a decidere se sarà il caso di applicare l’Iva oppure no. Decisione che verrà dichiarata nell’atto di vendita.
    • Quando dei fabbricati vengono riqualificati e adibiti a abitazioni sociali. Ma anche in questo caso è il venditore stabilirà se bisognerà o meno applicare l’Iva, attraverso l’atto di vendita.

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