Il conto economico è una parte fondamentale del bilancio d’esercizio. È uno dei tre documenti che vanno obbligatoriamente redatti per comporre il bilancio d’esercizio, insieme allo stato patrimoniale e alla nota integrativa. All’interno del conto economico si trovano i dettagli sull’andamento dei costi e dei ricavi che l’impresa ha sostenuto e incassato durante l’esercizio. Talvolta però, nell’analisi di bilancio può essere utile fare una riclassificazione del conto economico, al fine di ricavare delle informazioni aggiuntive sul piano dei conti riguardanti l’area economico-operativa di competenza dell’esercizio.

Riclassificazione conto economico.

I risultati del bilancio d’esercizio sono complessi da leggere ed analizzare. Tuttavia è di fondamentale importanza per l’impresa capire e interpretare nel modo più chiaro possibile i numeri del bilancio, per avere una visione reale e concreta dell’andamento dell’esercizio. Una volta che l’impresa ha la possibilità di calcolare qualunque indice o margine essa voglia analizzare per prendere una decisione, si trova di fronte ad un enorme vantaggio in termini di rischio d’impresa: alcuni risultati del conto economico aiutano a capire se l’azienda è sana dal punto di vista finanziario, economico o patrimoniale, e saperli calcolare e leggere permette di prendere delle decisioni con maggior consapevolezza.

L’articolo 2425 del codice civile propone la struttura del conto economico civilistico, che evidenzia la composizione del risultato economico dell’esercizio in analisi. Redigendo il conto economico come dettato dalla suddetta norma si ottiene il conto economico. Spesso però, i risultati parziali e i margini che si ottengono da questo modello di redazione non soddisfano completamente l’analista o il revisore di bilancio, poiché rimane impossibile vedere e analizzare alcuni indicatori o risultati di diverso tipo. La riclassificazione del conto economico viene dunque svolta per facilitare la lettura di alcuni risultati che permettono per esempio di confrontare i valori nel tempo, o di separare i conti che fanno parte della gestione caratteristica da quella extra-caratteristica.

Tipologie di riclassificazione

Esistono diversi tipi di riclassificazione del conto economico messa in atto dai contabili professionisti, come quella “a costo del venduto” che mira a suddividere i costi aziendali in base alle diverse aree gestionali, o quella “a valore aggiunto”, dove i costi sono suddivisi fra quelli interni ed esterni all’impresa stessa. In questa ultima riclassificazione (la più utilizzata) si cerca il valore aggiunto dell’azienda, quale differenza tra ricavi e costi operativi: questo valore aggiunto rappresenta la capacità dell’azienda di creare ricchezza mirata a ripagare i fattori produttivi e gli stakeholders, coloro che sono portatori di interesse nella società. Il valore aggiunto si costruisce con una riclassificazione come segue:

    • – acquisti materie prime, di consumo e merci;
    • +/- variazione rimanenze di materie prime, di consumo e merci;
    • – costi per i servizi;
    • – costi per i beni di terzi;
    • – altri oneri di gestione;
  • =VALORE AGGIUNTO
    • – costi del personale;
  • =MARGINE OPERATIVO LORDO
    • – ammortamenti e svalutazioni di immobilizzazioni;
    • – svalutazione crediti;
    • – accantonamento per rischi;
    • – altri accantonamenti;
  • =MARGINE OPERATIVO NETTO
    • +/- risultato economico della gestione finanziaria e accessoria;
  • =RISULTATO ECONOMICO DELLA GESTIONE ORDINARIA
    • +/- risultato economico della gestione straordinaria
    • – imposte d’esercizio
  • =REDDITO D’ESERCIZIO

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