Il pignoramento di un immobile sussiste quando un creditore richiede la rimunerazione di un debito ad un soggetto inadempiente. Nel caso specifico del pignoramento immobiliare, il vincolo sulle proprietà non è diretto solo ed esclusivamente agli immobili, ma può estendersi ad altri aspetti come: il diritto di usufrutto, gli arredi, piuttosto che un eventuale canone di locazione.

Come funziona il pignoramento

Il creditore, avente un credito certo, provato ed esigibile, decide di rivolgersi ad un giudice data l’impossibilità di incassare ciò che gli spetta legalmente. Il giudice avvia il procedimento di ingiunzione, invitando il debitore ad adempiere alla sua obbligazione, entro e non oltre 90 giorni dalla notifica. Quest’atto prevede il divieto per il debitore di compiere qualsiasi atto che possa compromettere la garanzia di credito ai beni che sono oggetto del pignoramento. Il giudice deve comunque comunicare al debitore che,  dopo la scadenza, egli ha il diritto di opporsi, e in caso contrario, si procederà all’esecuzione forzata.

Inoltre nell’atto è obbligatorio notificare al debitore la possibilità di riformulare gli accordi con il creditore per sanare la situazione debitoria, tuttavia questa pratica richiede l’ausilio di un professionista incaricato dal giudice.

In caso di opposizione da parte del debitore si andrà incontro all’apertura di un procedimento ordinario di primo grado, dove si accerteranno le cause che hanno fatto nascere il suddetto decreto.

Se, a seguito della ricezione del provvedimento, il debitore persiste nella sua condizione di inadempienza, sia per scelta che per effettiva impossibilità, il creditore acquisisce il diritto di richiedere la trascrizione dell’atto di pignoramento immobile.

Una volta passati i 90 giorni, se il debitore non ha ancora saldato il proprio debito accontentando il creditore, il decreto da ingiuntivo diventa esecutivo e si attua il procedimento di pignoramento immobiliare: tramite tale processo avviene il pignoramento dell’immobile e l’espropriazione dei beni immobili. I beni immobili in oggetto verranno dunque messi all’asta, dove verranno venduti con lo scopo di saldare il debito alla base della discordia.

Riforma pignoramento 2018

La riforma della giustizia del 2018 ha apportato qualche modifica nel processo di pignoramento immobiliare, che vediamo qui di seguito:

  • È stata aggiornata la questione della pubblicità dei beni pignorati, dove sono stati introdotti nuovi strumenti o portali per aumentarne la visibilità. Per esempio è stato aggiunto sul sito del Ministero della Giustizia un “portale delle vendite”;
  • Se prima del pignoramento il debitore ha donato un bene immobile, il creditore può comunque attuare l’esecuzione forzata del bene stesso;
  • Il punto sopra elencato sull’obbligo di comunicare nell’atto ingiuntivo al debitore la sua possibilità di avvalersi di un professionista nominato dal giudice per porre rimedio alla situazione di sovra-indebitamento, è una novità dell’ultima riforma;
  • Viene ora concessa la possibilità di rateizzare il bene pignorato e venduto. L’unica condizione vincolante è che la rateizzazione non deve essere più lunga di un anno. In caso di inadempienza di anche solo una rata, è prevista la risoluzione del contratto e la perdita di tutti i benefici e tutte le rate già versate.

 


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