Con il termine ‘Saldo e stralcio’ s’intende un accordo transattivo, stipulato tra che fa dato un prestito e il debitore, per cui il primo accetta una cifra minore rispetto a quella pattuita all’inizio dell’accordo. Il creditore quindi ottiene meno di quanto stabilito, tuttavia questo gli consente di evitare intricate procedure di recupero. Generalmente questo tipo di accordo si esegue in un’unica soluzione, ma nulla impedisce che le parti in questione raggiungano un accordo che ne consenta un dilazionamento in un periodo più o meno breve.

Saldo e stralcio definizione

Per quanto concerne il saldo e stralcio l’accordo transattivo risolve, in modo pro bono pacis, le controversie che possono insorgere tra un creditore ed un debitore,qualora il secondo chiedesse la possibilità di pagare meno. Si tratta quindi di una riduzione del debito, in termini di importo, a seguito di una rinuncia da parte del creditore nell’intraprendere azioni esecutive, come pignoramento e precetto. L’accordo trova la sua naturale conclusione con il saldo del debito.

Per effettuare una proposta di saldo e stralcio non esiste un modello predefinito. Ovviamente è importante rispettare le regole della ‘forma’ ed imbastire una lettera formale, nonché avere una traccia dell’avvenuta consegna della stessa.

La quantità di sconto possibile, a differenza di quanto spesso si crede, non ammonta a 70 od 80% del totale. Nel caso di procedure immobiliari la diminuzione del debito è basata sul valore del bene pignorato. Questo valore è determinato da un perito tecnico, associato al tribunale, oppure dal successivo prezzo battuto all’asta. Se invece non è relativo a competenze immobiliari o non si sta la stima del dato immobile è necessario rivolgersi ad un professionista.

Chi fa saldo e stralcio

Il saldo e stralcio può essere svolto tra diversi soggetti economici, come privati o tra una banca e un privato.

Nel caso dei privati può essere realizzato direttamente dai soggetti in questione, tuttavia è importante sottolineare che se il ‘saldo e stralcio’ non viene posto come una modifica al precedente contratto ma come una semplice transazione, in caso di mancato adempimento il creditore potrebbe domandare nuovamente la cifra inizialmente pattuita e non quella accordata posteriori.

Per evitare questo bisogna operare una ‘novazione oggettiva’ ovvero un cambiamento nell’oggetto del contratto. In questa circostanza il creditore non potrà rifarsi a contratti o cifre precedenti, ma solo quella nuovamente pattuita.

Generalmente le banche non accettano l’opzione saldo e stralcio, a meno che la posizione non sia arenata e stata sottoposta ‘a sofferenza’, ovvero che il detentore del debito è stato segnalato alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. Se il debitore ha dato a garanzia, l’ipoteca di un immobile, sarà difficile far abbassare il debito sotto ad un certo limite, salvo che l’esecuzione forzata sia particolarmente ostica o lunga.

La possibilità di ottenere un saldo e stralcio da una banca è maggiore quando quest’ultima ha ceduto il proprio credito ad una società di recupero. Queste acquistano il credito ad un prezzo inferiore rispetto all’importo nominale, per cui hanno interesse ad incassare l’importo, anche qualora fosse ridotto da un accordo transattivo, senza indugiare in azioni giudiziarie lunghe e poco proficue. Per sfruttare questa possibilità basterà proporre una cifra superiore, anche di poco, al prezzo pagato dalla società di recupero per ottenere il credito.

Per gestire al meglio tutte le sfaccettature del saldo e stralcio è consigliabile affidarsi ad un professionista del settore, per evitare di incorrere in errori grossolani e dannosi, che potrebbero peggiorare la vostra situazione.


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