Il bilancio d’azienda – altrimenti definito bilancio d’esercizio – è il caposaldo economico di qualsiasi attività imprenditoriale, grande o piccola che sia. Si tratta di un documento fondamentale per conoscere lo stato di salute dell’attività, per pianificarne il futuro e per definirne le strategie.

Il bilancio svolge 3 funzioni fondamentali, che sono:

  1. Funzione conoscitiva, che consiste nello specificare il reale stato di salute economico dell’impresa.
  2. Funzione di controllo, si tratta di sottoporre all’approvazione di tutti i soci i documenti.
  3. Funzione informativa, dal momento che si presuppone questo fornisca una rappresentazione reale dell’azienda e delle sue componenti economiche e finanziarie.

Cos’è un bilancio d’azienda

L’articolo 2423 del codice civile sottolinea come questo documento sia capitale, in quanto va presentato alle autorità fiscali ed economiche. I tre principi cardine su cui si basa il bilancio d’azienda sono appunto:

  1. Lo stato patrimoniale
  2. Il conto economico
  3. La nota informativa

Stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale è la parte più complessa del bilancio, soprattutto per le aziende che hanno una notevole diversificazione patrimoniale e numerosi interessi, non solo entro i confini dell’azienda ma anche all’esterno del conto economico dell’impresa.

Lo stato patrimoniale fornisce una vera e propria fotografia del capitale dell’azienda, cristallizzando non solo la liquidità ma monetizzando anche tutto il patrimonio immobiliare: questa parte del bilancio è sempre divisa in due parti, attività e passività.

Il passivo è tutto ciò che l’azienda spende per produrre, o per introitare interessi patrimoniali; sono compresi leasing, mutui, oltre alle spese vive di gestione. L’attivo rappresenta invece le modalità di impiego del capitale: immobilizzazioni, crediti, disponibilità liquide, oltre ovviamente, al fatturato determinato dal guadagno puro e semplice.

Seguendo una formula attuale che viene utilizzata molto in economia, si può dire che se l’attivo riportata tutti quegli investimenti necessari all’azienda per svolgere al meglio la propria attività; il passivo conta i mezzi di cui si è dotata l’azienda per poter finanziare quegli investimenti. Mezzi che possono appartenere sia al singolo imprenditore, che ai soci o agli azionisti, ma anche a potenziali creditori qualora l’impresa si sia avvalsa di prestiti.

Conto economico

Il secondo cardine è il conto economico che evidenzia tutti i flussi di denaro dell’azienda: ricavi e uscite, costi e guadagni. Il conto economico è un banale portafoglio della liquidità dell’impresa che non tiene conto dei beni patrimoniali – ad esempio gli immobili – se questi non generano utile. Il conto economico è sempre messo in relazione con lo stato patrimoniale: il rapporto tra queste due grandezze determina il risultato d’esercizio di un’azienda.

Nota integrativa

La nota integrativa è l’ultimo principio fondamentale del bilancio di un’azienda e, comunica specificazioni e strategie che potrebbero non risultare chiari da conto economico e stato patrimoniale. La nota integrativa trae spunto dalle riunioni del consiglio di amministrazione, dalle valutazioni dei soci e dei sindaci del Consiglio, dalla relazione del collegio sindacale e serve, in chiave integrativa, a rendere il bilancio più fruibile e comprensibile.

In particolare la nota integrativa deve contenere informazioni su i contenuti e la classificazione delle voci di bilancio, le variazioni nella situazione patrimoniale e finanziaria, la gestione finanziaria, la partecipazione in altre società, i titoli emessi dalla società.


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